Osteria delle Corti, un tuffo nel passato in tutti i sensi!

Visitato: Aprile 2025

Dovendo restituire una cena al mio vecchio amico Gian Paolo gli propongo un ventaglio di ristoranti che includono questo locale.
Nella ricerca di una location nuova non posso rimanere insensibile al suo motto: ”Oggi la cucina di ieri”.
Per di più siamo in via Fauchè e, ovviamente, la mente va ai pomeriggi a casa dei Bottiroli Senior di una trentina di anni fa tra chiacchere, scherzi, incombenze scolastiche di un periodo, per quanto mi riguarda, irripetibile e mai compianto a sufficenza.
Le recensioni sono positive e l’offerta culinaria spazia tra piatti meneghini della tradizione ( risotto alla milanese, cotoletta, ossobuco) ma non solo.
Nella fase iniziale di scelta della trattoria mi colpisce il fatto che il menù sia scomparso.
Infatti ho attenzionato questo posto da tre mesi e, al tempo, c’era ma poi, inspiegabilmente, i titolari lo hanno tolto dal sito.. per fortuna riesco a ricostruirlo tra le foto di TripAdvisor e le informazioni su The Fork.
Resta il fatto che, secondo me, è assurdo fare un sito senza il relativo menù perché il cliente, non solo deve sapere cosa mangerà e quanto spenderà, ma può anche decidere di scartare il locale chiedendosi semplicemente “Perché non c’è il menù? Cos’hanno da nascondere? Qui mi pelano?
Venendo alla cena si comincia con dei mondeghili con una salsa di cui sinceramente, non ho capito l’origine.
Comunque sono delicate, appetitose e ben presentate.. Unico appunto: potevano benissimo inserire un minimo contorno nel piatto così da spezzare il sapore della carne e non trovarlo stucchevole dopo 3-4 morsi.
Il mio amico punta su un risotto agli asparagi che lo soddisfa pienamente.
Come primo prendo un tortello alle noci con carciofo.
Qui si sale di livello rispetto all’antipasto, il sapore del sugo di noci è buonissimo e si bilancia bene con quello dell’altro protagonista del piatto: quantità giusta ma, vista la bontà, se ce ne fosse stato ancora lo avrei divorato!
La cena  si chiude con un classico tiramisù che, per quantità e presenza di un’abbondante dose di crema, sembra particolarmente godurioso.
Infatti lo è e anche questo piatto lo mangio voracemente: a voler essere pignoli , però, la presenza de del savoiardo è un po’ deficitaria e sovrastata dal gusto della crema.
Comunque ho la conferma, una volta di più che il tiramisù, non può non essere un dolce di facile digestione causa insonnia per parte della successiva notte.
Gian Paolo, intollerante al glutine, si deve accontentare di un sorbetto agli agrumi ma, comunque, mi fa notare che la lista degli allergeni che accompagna il menù non è, purtroppo, così diffusa nella ristorazione milanese e quindi è sicuramente un punto a favore.
Location carina (sedie in legno e non di plastica, bel camino e mini dehors per chi mangia in strada) e servizio nella norma ma la vera sorpresa è il conto.
Spenderemmo 99 euro in due ma, incredibilmente, arrotondano al ribasso e quindi la dolorosa è di 45 euro a testa!
Nel complesso compagnia, serata e cena e assai piacevoli e, con pochi accorgimenti, l’esperienza potrebbe salire ancora di livello facendo del ristorante un locale di qualità molto alta con un buon rapporto qualità-prezzo.

Location: 7
Menù: 8,5
Servizio: 6
Conto: 7

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